Itinerario alla scoperta di Gratteri

A circa 13 km dal nostro Country Resort si trova Gratteri uno dei borghi più antichi e affascinanti delle Madonie, ricco di storia, panorami e tracce che raccontano secoli di vita.

La visita a Gratteri inizia dal Belvedere Ganci Battaglia, uno dei punti panoramici più spettacolari della zona: da qui si apre la vista sulla costa tirrenica e, nelle giornate più limpide, si distinguono anche le Isole Eolie. Non a caso viene chiamata “la terrazza sul Tirreno”. Da questo punto parte un percorso che conduce dal ponte dell’Ecce Homo fino a Portella Carruba, un’area legata a un antico carrubo già citato nelle fonti del XVI secolo. Il paesaggio si apre in una scena rurale molto suggestiva, con pascoli e la piccola chiesa del convento, risalente al XII secolo.

Proseguendo lo sguardo si allarga sulla valle fino al monte San Calogero, che domina il golfo di Termini Imerese. Il percorso continua con la visita al museo storico-ambientalista del Comune, recentemente restaurato e situato su un’altura che guarda i resti dell’antico quartiere della Terra Vecchia, oggi chiamato Conigliera, affacciato sulla cosiddetta “Bocca dell’Inferno”.

Camminando nel centro storico si attraversa il corso principale fino alla fontana della Ninfa, in una piccola area verde davanti alla Chiesa Madre. Qui si intrecciano storia e leggenda, tra richiami alla Grotta Grattàra e al legame simbolico con l’identità più antica del borgo.

Tra le tappe religiose spicca la chiesa di San Michele Arcangelo, che custodisce reliquie provenienti da Gerusalemme e opere d’arte di diverse epoche. Dopo una pausa tra prodotti tipici locali, il percorso riprende verso la chiesa di San Giacomo, patrono del paese, dove è conservato il simulacro dell’Apostolo ancora oggi molto venerato.

Nei dintorni si trovano anche la casa del poeta e una particolare struttura in pietra per la raccolta dell’acqua piovana, conosciuta come “u cabbubbu”. Da vicolo San Giacomo si raggiunge poi la zona di Via Fiume, dove sono presenti tre ponti medievali e una cisterna sotterranea, il cosiddetto pozzo di Fantina, oggi non visibile perché coperto nel dopoguerra per rendere la strada carrabile.

Sotto l’attuale via Fiume scorre ancora il torrente sotterraneo Crati, che scende da Pizzo di Pilo e attraversa il paese dividendo la parte più antica da quella più recente. L’itinerario si chiude in Piazzetta Ponte Silvio, da cui si imbocca la Salita Orologio, un tempo chiamata Via dei Saraceni.